L’Ambulatorio di Bugisi

Padova, 7 ottobre 2016

Carissimi, ancora una volta desidero dirvi GRAZIE per il vostro preziosissimo contributo a favore di Medici con l’Africa Cuamm che ha come obiettivo l’installazione di pannelli fotovoltaici nel dispensario di Bugisi, nella regione di Shinyanga in Tanzania. Sento il dovere di ringraziarvi anche a nome dei collaboratori di Medici con l’Africa Cuamm in Africa e in Italia per la vicinanza da voi dimostrata, nei confronti del lavoro che svolgiamo sul campo. Dal 1950 a oggi molta strada è stata fatta e con il vostro aiuto possiamo percorrere tantissimi altri passi, per assicurare servizi sanitari equi e accessibili a tutti, anche ai più poveri e nelle aree più periferiche e dimenticate del continente africano. É con questo sentimento che desidero esprimere il più sincero ringraziamento e la più viva gratitudine. Grazie di cuore”

Don Dante Carraro

direttore della Ong-Onlus Medici con l’Africa Cuamm

La Tanzania è una terra flagellata da malattie: malaria, colera, tifo, tetano, dengue ed HIV sono la causa primaria di un’aspettativa di vita molto bassa. 

L’epidemia di HIV colpisce circa il 6% della popolazione adulta, soprattutto le donne: circa 650.000 ragazze intorno ai 15 anni sono sieropositive. Nell’ambulatorio di Bugisi, di proprietà della Diocesi di Shinyanga, i dottori e gli operatori di Medici con l’Africa Cuamm e le suore missionarie irlandesi delle OLA Sisters lottano contro le infermità, accolgono i sieropositivi, offrono 40 posti letto per la degenza, visite prenatali e postnatali per mamme e bambini, servizi ambulatoriali, ecografici, di analisi e vaccinazioni. I pazienti provengono dai 35 villaggi lì attorno, per un totale di 75.000 persone. 

 

Dal 2015 i trattamenti sono stati implementati con un programma volto a rafforzare la qualità e le infrastrutture dei servizi sanitari, la formazione di personale competente e a eliminare le barriere economico-sociali che impediscono l’accesso alle cure di chi vive nelle zone rurali. E anche a Bugisi Seva for Africa ha fatto la differenza grazie a un impianto fotovoltaico stand-alone da 6 kW: ora un intero laboratorio di analisi può tranquillamente fare a meno del costoso generatore diesel.