Alla fine del 2012 il progetto di Seva for Africa non era ancora nato. Allora non esisteva nulla: né beneficiari affidabili, né una chiara idea di come fare quello che si intendeva realizzare e nemmeno una squadra solidamente attrezzata. Seva cercava a quell’epoca progetti di missionari (religiosi e non) che potessero essere aiutati. Non sapeva ancora che il miglior modo di aiutare in Africa fosse donare energia elettrica pulita attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici. E così, nel 2012 e 2013, Seva aiutò i Francescani in Burundi e, in Etiopia, suor Hirut e Medici con l’Africa Cuamm.
Nel 2013 padre Ilario Rolandelli segnalò la missione seguita dai Francescani a Kayongozi, in Burundi, nell’ovest del paese. Nel Villaggio S. Francesco i frati missionari svolgono un servizio di trasporto degli ammalati verso l’ospedale più vicino, provano ad affrancare i pigmei di etnia Batwa dall’emarginazione sociale, assistono i malati presso le loro famiglie (circa 800 persone) nei villaggi circostanti. Più di 15.000 persone gravitano intorno alla parrocchia. Al S. Francesco sono presenti un ambulatorio, un’infermeria, un asilo, un centro sanitario specialistico d’avanguardia, un centro oculistico e dentistico gestito da personale locale. Seva inviò una somma in denaro utilizzata per costruire una torre con due serbatoi d’acqua per il villaggio (330 ospiti tra lebbrosi, orfani, anziani e disabili, tutti vittime di una guerra etnica ferocissima). Obbiettivo: dare riserva e pressione per caduta all’acqua.
